articolo di Federico Mello
Ora vi dico come ho trovato io il nuovo giornale. Prima di
tutto, però, una premessa. “
Bravi cmq”, voglio dire a quelli
del giornale. È importante oggi mettere in campo - culturalmente prima che
politicamente - nuovi strumenti per guardare alla realtà quotidiana in
cambiamento tumultuoso.
Ciò detto vi dico come ho trovato la nuova
“Repubblica”.
Novità Tecniche
La scelta evidente è quella di favorire la
massima chiarezza
possibile a chi legge. Oggi, bombardati da web, tv, telefonini, conversazioni e
social network, la risorsa più scarsa che ognuno di noi (non) ha, è il
tempo, e quella ancora più scarsa è
l’
attenzione. “La Repubblica” risponde a queste nostra
necessità di lettori, prima di tutto diminuendo di molto la
grassettidudine di tutti i titoli degli articoli. La dimensione
dei caratteri rimane la stessa, ma la grassezza di questi diminuisce di molto
(tanto che nel titolo di apertura,
si guadagnano ben 4 lettere,
mica poco per un titolo).
Altra scelta che va in questa direzione è quella di
spostare i
sommari (piccoli riassunti di tre/quattro righe),
che dalla parte alta della pagina vengono spostati in mezzo ad ogni articolo.
Contestualmente vengono eliminati molti
occhielli (il titolo
piccolo sopra quello principale) decisione che “pulisce” la pagina ma secondo me
fa perdere qualcosa in velocità di
comprensione. Rimangono al
loro posto invece i
catenacci (i titoli piccoli sotto i titoli
principali).
Ultima questione tecnica quella dei
Box (tipo
l’amaca di Serra per capirci), minirubriche sulle quali
soprattutto si cazzeggia ma che piacciono molto (anche a me). Ebbene, in tutti i
Box viene
aumentata l’interlinea (lo spazio tra le righe),
scelta azzeccata perché così viene facilitata di molto la lettura e in più si
aumenta la dimensione (e quindi la visibilità) dei box stessi.
Va forse
infine sottolineato come la grafica delle
pagine locali sia
rimasta identica a prima. Questo aiuta sicuramente a far sembrare ancora più
nuove le pagine nazionali ma, in ultima analisi, rischia di far apparire tutto
il nuovo lavoro parzialmente incompiuto.
Le sezioni
Sulle sezioni nuove devo dire che ho grosse perplessità. Di fatto le novità
sono due. Un sezione centrale molto grande – quasi
un inserto -
che si chiama
R2 e che,
come
spiega Luca Sofri, si ispira a
G2, una simile sezione del
Guardian (che è il
corrispettivo de “la Repubblica” in Inghilterra).
Devo dire che queste
sezione
non mi piace per niente, sembra la riproposizione in
salsa quotidiana del quasi-inserto di approfondimento che “La Repubblica”
pubblica la domenica (e del quale raramente mi capita di leggere qualcosa). E se
ha forse un senso pubblicare vari e lunghi approfondimenti la domenica, quando
tutti abbiamo più tempo, riproporre un inserto simile ogni giorno, rischia di
appesantire il giornale, e di pretendere troppa di quella
nostra
scarsissima attenzione sopracitata.
Oltre a G2, altra
novità è
un’intera pagina dedicata alle “
idee”
che, come scrive sempre Ezio Mauro: “
presenta ogni giorno un do*****ento
inedito di qualche testimone del nostro tempo”. L’idea sembra
buona, anche se
non si è certo partiti
col piede giusto. Oggi, infatti, sulla questa pagina ospita
ampi stralci di un discorso di Sarkozy agli architetti. A parte il topic, che
potrebbe anche essere
interessante, il problema è però – non mi
capacito di come non capiscano questa banalità – che un discorso orale trasposto
su carta
non funziona praticamente mai. La Repubblica però lo
propone spesso - forse perché si spende meno. Spero che non sia questa “la
regola” della nuova interessante pagina che finirebbe così per risultare
annaquata, e di molto.
I Contenuti
Più che
lodevole l’approccio generale di Mauro, soprattutto
sulla politica.
Scrive il direttore che “
la politica dovrà
guadagnarsi il suo spazio nella nuova sezione, con questo semplice criterio: no
alla politica che parla di sé stessa, sì alla politica che parla alle persone e
al mondo”. Intento molto condivisibile e che oggi è stato rispettato. Ciò
detto va detto anche sui contenuti che, pur nella nuova versione, al giornale
mancano per ora idee e forze fresche, mancano insomma nuove
firme. Se a scrivere su un giornale rinnovato sono sempre gli stessi, si corre
il rischio che il prodotto finale risulti quello di sempre, seppur agghindato
con un vestito nuovo. Io ritengo che
il punto debole de “La
Repubblica” risieda proprio nelle sue
firme (escludo Mauro,
Diamanti, Berselli e Merlo) che risultano sempre
vecchie,
pessimiste, indignate, con la testa rivolta perennemente all’indietro. Inoltre
gli editorialisti sono praticamente tutti giornalisti, di fatto nessuna voce
della società civile, tutti là a scriversi addosso e a martoriarci con delle
pappardelle lunghissime. Proprio per questo, con il nuovo
restlyng una bella
ventata d’aria fresca sarebbe stata molto
positiva.
Infine, sempre sui contenuti, aggiungo un’ultima nota e poi
chiudo.
C’è un
grande ingombrante assente tra le pagine
della nuova “Repubblica”. È
Internet e la tecnologia. Nel nuovo
inserto quotidiano non c’è manco un trafiletto che si occupa di questo e la
voce dei blog risulta di fatto
inesistente.
Sarebbe stato molto invece molto utile avere, affianco a quelle delle idee,
un’altra pagina con ogni giorno un pezzo (anche un pezzettino)
di un
blogger. Sarebbe risultato importante uno spazio così, con pezzi
scritti dai blogger appositamente per la pubblicazione sul giornale, e si
sarebbe così creata un’
occasione unica per dare spazio a
nuove voci e a nuovi dibattiti.
TIRIAMO LE FILA
Questo è quanto ho visto oggi. Certo, per ora si è solo cominciato, e questo
mio giudizio che tende verso il
grigio magari verrà smentito in
futuro da
ulteriori miglioramenti. Intanto, se qualcuno di
Repubblica passa da queste parti, un
regalino per questa mia
consulenza comunicativa potrebbe anche farmela. I volumi
dell’
enciclopedia della letteratura italiana, in questo periodo
in allegato col giornale, andrebbero benissimo. Grazie.
Federico Mello ha pubblicato da poco L'Italia spiegata a mio nonno - Mondadori Strade Blu - Sul problema del precariato
UN
DECALOGO A FAVORE DELLE NUOVE GENERAZIONI PER LA FINANZIARIA 2007
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