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 La finalità educativa del viaggio dell'eroe

Area LinguisticaCoraggio, virtù, laboriosità, tolleranza, solidarietà e giustizia. Il risultato dell'epica narrazione è la focalizzazione delle tappe del viver nostro interno, la riflessione sui sommovimenti e le paure del cuore. Nella lotta con il proprio lato oscuro si conquistano i valori.
Certezza di vita giusta e felice, che già bisogna cominciare ad avere a sedici anni, se non si vuole restare smarriti nella fuga all'indietro, nell'infanzia o nell'attaccamento-dipendenza ai genitori, cosa diversa dall’amore. Si può essere d'accordo coi valori dei propri genitori, ma nulla esime dal ritrovarli da sé, per confermarli o smentirli, poiché le vere certezze sono frutto solo di impegno personale.

IL VIAGGIO DELL'EROE ALLA RICERCA DEI VALORI
La morfologia della narrazione epica1

EPICA
: genere poetico che narra le imprese eroiche di personaggi leggendari o storici, spesso mescolate alle gesta di esseri soprannaturali. Una produzione epica di carattere orale si trova alle origini di molte civiltà (classica, medievale, orientale) e concerne miti e leggende nazionali: la sua funzione è quella di rafforzare il senso dell'identità etnica, perpetuando la memoria di fatti esemplari che riguardano la vita della collettività. Di qui discende il carattere anonimo di questa produzione. La grande epica omerica e le canzoni di gesta medievali conservano pienamente le identità nazionali dell'originaria tradizione orale.
Il poema epico tramonta col Romanticismo nell'ottocento in concomitanza col successo straordinario del romanzo, il genere nuovo nel quale si esprime l'esigenza narrativa.
Anche se l'epica è scomparsa, il termine è sopravvissuto per indicare un particolare registro stilistico (riscontrabile nel romanzo, nel teatro, nella poesia, ecc.) caratterizzato da contenuti eroici e da stile severo, commosso, magari grandioso e solenne.

EROE: i personaggi dell’epica sono uomini eccezionali per forza fisica e virtù, gli eroi. Dietro essi si vede l'intervento degli dei, dietro le gesta nel mondo visibile l'influenza del mondo invisibile Perciò l'epica è inseparabile dalla mitologia, i racconti sugli dei. Così l'eroe è spesso un semidio ha origini divine ed è protetto od ostacolato nelle sue imprese da un dio. Ma è mortale, è essenzialmente un uomo, che conosce dolore, paura e pentimento. Uomo speciale ma non perfetto, che conquista i suoi valori assumendosi, spesso da solo, responsabilità di scelte audaci in ambiti inesplorati. Diverrà modello ed ideale delle qualità umane ritenute positive dal suo popolo, diverrà emblema della" cultura" storicamente e geograficamente determinata. L’eroe è fedele e rispettoso della tradizione e degli antenati e prepara il rinnovamento e l'evoluzione. Un uomo, che attingendo alle figure archetipe2 del suo mondo interiore, le esprime, le realizza nel mondo esterno.

MITO ED EPICA: il mito racconta la prima volta di un evento, l'origine emblematica (Kerenji).Il modello che nella sua essenzialità si ripresenterà uguale nelle umane vicende. La Genesi, il diluvio, la fondazione di una città, Eco e Narciso, l'origine dei Campi Flegrei. L’origine del Tempo, della Guerra, dell’amore. Si compie una volta, si ripeterà sempre. Il mito è lo sfondo archetipo della nostra vita, una fissità che rappresenta le costanti nel nostro umano fluire, il permanente centro di gravità. L'epica utilizza il mito, costruisce il mosaico della narrazione usando come tessere il mito la tradizione. .Il mito è statico, l'epica è dinamica. Il mito rappresenta un luogo, un tempo, un topos, l'epica l'attraversamento di vari luoghi, tempi, topoi. L'epica è il Grande Viaggio.

TEMPO DEL VIAGGIO: simbolico, come nella fiaba. Ad esempio i quaranta giorni dell'Iliade e dell'Odissea rimarcano il carattere di purificazione (Gesù nel deserto, la Quaresima.).La purificazione allegorica dell’epica narrazione ha lo stessa durata del rito, che coinvolge il corpo.

DIREZIONE DEL VIAGGIO.
Simbolica. Nel Mediterraneo la direzione è da oriente ad occidente come il cammino del sole (Sol invictus), come l'esodo degli antenati indoeuropei, dallo sconfinato ventre asiatico della steppa russa alle azzurre acque del mediterraneo. Così eroi di popoli diversi come l'ittita Gilgamesh, il greco Ulisse, il troiano Enea, l'ebreo S.Paolo viaggiano da est ad ovest.

LUOGHI DEL VIAGGIO.
SMARRIMENTO: come il diluvio in Gilgamesh, la tempesta in Ulisse, l'incendio di Troia in Enea, la selva oscura in Dante, la via di Damasco in S.Paolo. Lo scatenarsi del Deus Irae disintegra le vecchie certezze e precipita l'eroe nella crisi, deve fare appello alle sue risorse di riserva, alla sua "forza vitale”. E' l'inizio della rinascita, dell'epifania: l'eroe riluttante è costretto al cambiamento, costretto a lasciare la ristretta visione dell'io (Jung) per affrontare eventi grandi e terribili, costretto a cosmici orizzonti. L’eroe deve scegliere se rincantucciarsi livido e perire o se scegliere l'ardimento, la fiducia in sé, la nobiltà d’animo.
PURIFICAZIONE: l'eroe per accedere al cospetto degli dei o dei re deve lavarsi dagli errori passati. L’acqua è il simbolo per eccellenza della purificazione, presente in tanti riti religiosi (es. il battesimo). Ed ecco allora Gilgamesh sulla spiaggia dopo il diluvio, Ulisse sulla spiaggia di Nausicaa dopo la terribile tempesta, Dante sulla spiaggia del purgatorio. Liberandosi della zavorra delle abitudini inutili o dannose, l'eroe svela le sue qualità positive, i valori risplendono nella loro preziosità. Con tunica di bianco lino, unto e profumato, ritrova amicizia, ospitalità, regalità.
DESIDERIO: la meta del viaggio è il mondo nuovo, la realizzazione dei desideri, nati dalle ingiustizie, dalla consapevolezza degli errori dalla caduta delle illusioni, dal superamento delle passioni. La città degli dei in Gilgamesh, Itaca per Ulisse, Roma caput mundi per Enea, il Paradiso per Dante. La fede e la speranza in un sogno in un futuro migliore danno la forza e la direzione per affrontare i rischi del viaggio. E’ interessante notare come l’etimologia di desiderio è fissare attentamente le stelle (lat. siderea), fissare cupidamente lo sguardo verso qualcosa che attrae. Un desiderio verso l’alto, il lontano, l’orizzonte.
ALTRI LUOGHI: la morte come incontro con l'archetipo della paura e del dolore, la discesa agli inferi (Ulisse, Enea, Dante, Gilgamesh.), la morte è sempre collegata con la rinascita. La paura come l'antro di Polifemo o i mostri di Scilla e Cariddi. Le illusioni fatali come le sirene di Ulisse o il castello di Atlante. Le passioni da superare: le isole-donne di Ulisse, i gironi di Dante, la Didone di Enea. Le umane passioni che ostacolano la missione dell'eroe.

LINGUAGGIO EPICO: il linguaggio dell'epica ha un registro aulico, solenne, l'intonazione alta e sicura, è ricco di formule ricorrenti (Aurora dalle dita rosate, l'astuto Ulisse, etc.) La lingua dell'epica rappresenta con forza e fedelmente, l'indistinto ed indeterminato agitarsi del nostro io interiore. Figura del sé, così trepido, confuso e tumultuoso, nell'adolescente.
Usa, allora, una parola che non "squadri" (Montale) e denoti, ma alluda, suggerisca, suggestioni: la parola connotata, l'epos appunto. Il "linguaggio dimenticato" di Fromm, la lingua dei sogni, della fiaba, del mito; scandito da un ritmo solenne e maestoso, inframmezzato da preziosi arcaismi. La narrazione epica è il preludio della tragedia classica greca.

LE FINALITÀ EDUCATIVE: ADOLESCENTI E VALORI.
Coraggio, virtù, laboriosità, tolleranza, solidarietà e giustizia. Il risultato dell'epica narrazione è la focalizzazione delle tappe del viver nostro interno, la riflessione sui sommovimenti e le paure del cuore. Nella lotta con il proprio lato oscuro si conquistano i valori. Certezza di vita giusta e felice, che già bisogna cominciare ad avere a sedici anni, se non si vuole restare smarriti nella fuga all'indietro, nell'infanzia o nell'attaccamento-dipendenza ai genitori, cosa diversa dall’amore. Si può essere d'accordo coi valori dei propri genitori, ma nulla esime dal ritrovarli da sé, per confermarli o smentirli, poiché le vere certezze sono frutto solo di impegno personale. La dignità non si può ereditare, comprare o procurare per delega. E così con l'attaccamento ci si lega al paese, ai luoghi comuni, alle cose facili da capire anche se non vere, le chiacchiere da bar, da pianerottolo, da pullman. Patrimonio da inghiottire facilmente senza ricerca, rischio, responsabilità:
Il conformismo degli ignavi, di chi non sceglie ma si trascina. Il mondo grigio, senza nero ma anche senza bianco. Il mondo addormentato, senza morte ma anche senza vita. Senza sentimenti, passioni, desideri, sogni. Senza errori, quindi senza conquiste.
Senza sconfitte, quindi senza vittorie. Senza lotte, perché senza vita.

ITACA
Se per Itaca volgi il tuo viaggio,
fa voti che sia lunga la via,
e colma di vicende e conoscenze.
Non temere i Lestrigoni e i Ciclopi
o Poseidone incollerito: mai
troverai tali mostri sulla via
se resta il tuo pensiero alto, e squisita
è l’emozione che ti tocca il cuore
e il corpo. Né Lestrìgoni o Ciclopi
né Poseidone asprigno incontrerai,
se non li rechi dentro, nel tuo cuore,
se non li drizza il cuore innanzi a te.

Fa voti che ti sia lunga la via:
E siano tanti i mattini d’estate
che ti vedano entrare (e con che gioia
allegra!) in porti sconosciuti prima.
Fa scalo negli empori dei Fenici
per acquistare bella mercanzia,
madrepore e coralli, ebani e ambre,
voluttuosi aromi di ogni sorta,
quanti più puoi voluttuosi aromi.
Rècati in molte città dell’Egitto,
a imparare dai sapienti.

Itaca tieni sempre nella mente.
La tua sorte ti segna quell’approdo.
Ma non precipitare il tuo viaggio.
Meglio che duri molti anni, che vecchio
tu finalmente attracchi all’isoletta,
ricco di quanto guadagnasti in via,
senza aspettare che ti dia ricchezze.

Itaca ti ha donato il bel viaggio.
Senza di lei non ti mettevi in via.
Nulla ha da darti di più.

E se la trovi povera, Itaca non ti ha illuso.
Reduce così saggio, così esperto,
avrai capito che vuol dire un’Itaca.
Costantino Kavafis

1 Epica: dall'indoeuropeo epos parola, probabilmente la storicizzazione del logos originario.
2 Archetipo:. cfr. Jung- L’io e l’inconscio - Boringhieri.
3 Mithos = racconto. Successivamente contrapposto a Logos con senso spregiativo per il mito. Conoscenza intuitiva per immagini
4 E' interessante notare come la croce uncinata, stilizzazione del sole che ruota, nell'originaria tradizione buddista sia rappresentata in senso antiorario, in pratica da oriente ad occidente, senso universalmente usato per aprire (aprire un rubinetto una vite).Metaforicamente aprire nuovi orizzonti, guardare a 180°, aprire nuove prospettive. Il nazismo viceversa, cambia il senso della croce uncinata, la chiude la squadra e la inserisce nel rosso color del sangue.
5 "Non chiederci la parola che squadri da ogni lato l'animo nostro informe" (Ossi di seppia).
6 Cfr. Fromm - Il linguaggio dimenticato - Rizzoli.



 
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